LO SPETTACOLO STRAORDINARIO DELLE MANTE MEDITERRANEE AL LARGO DI BORDIGHERA
E’ passato poco più di un mese da quando a Bordighera è stata assegnata la bandiera Pelagos, Santuario dei Cetacei, assieme ad altri 19 comuni della costa ligure in cui oltre ad una cerimonia per la verità non molto sentita dalla cittadinanza, si è preso l’impegno di tutelare quello che è un vero e proprio santuario, il nostro mare.
Mare che lambisce le nostre coste, che fa parte della quotidianità ed è risorsa economica fondamentale per il turismo.
Quasi in un universo parallelo, sotto la sua superficie, innumerevoli creature vivono la loro esistenza sempre più spesso facendo i conti con le disattenzioni del popolo “terrestre”.
La bandiera Pelagos vuole sancire un accordo, un patto, con questo mare e queste creature di rispetto e attenzione.
Oltre 400 balene popolano il nostro mare, un gran numero di stenelle, globicefali, delfini e tanti altri mammiferi marini che incrociano le nostre coste mostrandosi nel loro splendore sempre più frequentemente.
Chi navigando ha avuto la fortuna di incrociarli ha provato emozioni uniche e chi, con la motonave Corsara, dedica un pomeriggio alla loro ricerca vive un’esperienza unica.
E’ Sabina Airoldi, studiosa bordigotta dell’organizzazione Tethys, promotrice molto attiva sul nostro territorio che ci ha inviato la relazione che segue, dopo un avvistamento eccezionale proprio davanti a Bordighera.
Non si tratta di cetacei ma di Mante mediterranee, le Mobule, un animale davvero raro che ha dato spettacolo di sé mostrandosi in evoluzioni degne di uno spettacolo acquatico.
La speranza di tanti è che, oltre a un rispetto crescente verso gli abitanti del pianeta azzurro ci si accorga davvero di quale risorsa siano per il turismo interessato che spesso affronta viaggi costosi e complicati per assistere a ciò che da noi, in alcuni momenti, è possibile vedere dal finestrino di un treno.
Aspettiamo fiduciosi che ristoranti, commercianti e anche amministratori sappiano proporre e promuovere questa incredibile attrazione che la natura ci ha regalato.
Qui di seguito la cronaca del fortunoso incontro:
“Non erano mai stati documentati avvistamenti di interi gruppi di mobule, le mante mediterranee meglio conosciute come diavoli di mare, negli oltre 25 anni di attività di ricerca e monitoraggio che l’Istituto Tethys conduce nelle acque del Mar Ligure, nel centro del Santuario Pelagos istituito per tutelare i cetacei del Mediterraneo. Durante le crociere, in partenza da Portosole Sanremo, sono stati registrati solo sporadici incontri di singoli individui, ma negli ultimi tre giorni i ricercatori a bordo della Pelagos, l’imbarcazione messa a disposizione da Flash Vela d’Altura, si sono imbattuti in due grandi gruppi, rispettivamente di 10 e 15 esemplari, ad una ventina di miglia al largo di Bordighera e poco più ad ovest.
Avevano tutti un’”apertura alare” (larghezza del disco) di circa due metri e si sono esibiti in numerosi e mirabolanti salti. Perché saltino non è ancora chiaro e le cause possono essere tante: display, gioco, osservazione fuori dall’acqua, inseguimento di piccoli pesci vicino alla superficie, un tentativo di liberarsi dai parassiti, un aiuto durante il parto. Si è trattato di uno spettacolo rarissimo e straordinario, che ha incantato i ricercatori e i fortunati partecipanti, che affiancano i biologi per vivere una vacanza indimenticabile. Questo magnifico animale appartiene alla famiglia dei Mobulidi, di cui sono gli unici rappresentanti nel Mediterraneo. Caratterizzato da lunghe pinne cefaliche, può anche raggiungere i 5 metri di larghezza, anche se la maggior parte degli adulti misurano fra i 3,5 ed i 4 metri. Si tratta di uno “squalo piatto” che si nutre in prevalenza di zooplancton. In Mediterraneo predilige gli stessi crostacei di cui si alimentano anche le colossali balenottere comuni e infatti lo si incontra per lo più in area pelagica. Per via della sua rarità, endemicità (presente solo in Mediterraneo e forse nelle acque dell’Atlantico nordorientale) e basso tasso riproduttivo, la Mobula mobular è minacciata dalle catture accidentali nelle reti pelagiche derivanti, tuttora impiegate illegalmente in Mediterraneo, e da attività stagionali di cattura diretta al largo della Striscia di Gaza. Pertanto, la specie è elencata come “in pericolo” nella Lista Rossa dell’IUCN”.
Valerio Moschetti
22 luglio 2014 fonte:bordighera.net
Mare che lambisce le nostre coste, che fa parte della quotidianità ed è risorsa economica fondamentale per il turismo.
Quasi in un universo parallelo, sotto la sua superficie, innumerevoli creature vivono la loro esistenza sempre più spesso facendo i conti con le disattenzioni del popolo “terrestre”.
La bandiera Pelagos vuole sancire un accordo, un patto, con questo mare e queste creature di rispetto e attenzione.
Oltre 400 balene popolano il nostro mare, un gran numero di stenelle, globicefali, delfini e tanti altri mammiferi marini che incrociano le nostre coste mostrandosi nel loro splendore sempre più frequentemente.
Chi navigando ha avuto la fortuna di incrociarli ha provato emozioni uniche e chi, con la motonave Corsara, dedica un pomeriggio alla loro ricerca vive un’esperienza unica.
E’ Sabina Airoldi, studiosa bordigotta dell’organizzazione Tethys, promotrice molto attiva sul nostro territorio che ci ha inviato la relazione che segue, dopo un avvistamento eccezionale proprio davanti a Bordighera.
Non si tratta di cetacei ma di Mante mediterranee, le Mobule, un animale davvero raro che ha dato spettacolo di sé mostrandosi in evoluzioni degne di uno spettacolo acquatico.
La speranza di tanti è che, oltre a un rispetto crescente verso gli abitanti del pianeta azzurro ci si accorga davvero di quale risorsa siano per il turismo interessato che spesso affronta viaggi costosi e complicati per assistere a ciò che da noi, in alcuni momenti, è possibile vedere dal finestrino di un treno.
Aspettiamo fiduciosi che ristoranti, commercianti e anche amministratori sappiano proporre e promuovere questa incredibile attrazione che la natura ci ha regalato.
Qui di seguito la cronaca del fortunoso incontro:
“Non erano mai stati documentati avvistamenti di interi gruppi di mobule, le mante mediterranee meglio conosciute come diavoli di mare, negli oltre 25 anni di attività di ricerca e monitoraggio che l’Istituto Tethys conduce nelle acque del Mar Ligure, nel centro del Santuario Pelagos istituito per tutelare i cetacei del Mediterraneo. Durante le crociere, in partenza da Portosole Sanremo, sono stati registrati solo sporadici incontri di singoli individui, ma negli ultimi tre giorni i ricercatori a bordo della Pelagos, l’imbarcazione messa a disposizione da Flash Vela d’Altura, si sono imbattuti in due grandi gruppi, rispettivamente di 10 e 15 esemplari, ad una ventina di miglia al largo di Bordighera e poco più ad ovest.
Avevano tutti un’”apertura alare” (larghezza del disco) di circa due metri e si sono esibiti in numerosi e mirabolanti salti. Perché saltino non è ancora chiaro e le cause possono essere tante: display, gioco, osservazione fuori dall’acqua, inseguimento di piccoli pesci vicino alla superficie, un tentativo di liberarsi dai parassiti, un aiuto durante il parto. Si è trattato di uno spettacolo rarissimo e straordinario, che ha incantato i ricercatori e i fortunati partecipanti, che affiancano i biologi per vivere una vacanza indimenticabile. Questo magnifico animale appartiene alla famiglia dei Mobulidi, di cui sono gli unici rappresentanti nel Mediterraneo. Caratterizzato da lunghe pinne cefaliche, può anche raggiungere i 5 metri di larghezza, anche se la maggior parte degli adulti misurano fra i 3,5 ed i 4 metri. Si tratta di uno “squalo piatto” che si nutre in prevalenza di zooplancton. In Mediterraneo predilige gli stessi crostacei di cui si alimentano anche le colossali balenottere comuni e infatti lo si incontra per lo più in area pelagica. Per via della sua rarità, endemicità (presente solo in Mediterraneo e forse nelle acque dell’Atlantico nordorientale) e basso tasso riproduttivo, la Mobula mobular è minacciata dalle catture accidentali nelle reti pelagiche derivanti, tuttora impiegate illegalmente in Mediterraneo, e da attività stagionali di cattura diretta al largo della Striscia di Gaza. Pertanto, la specie è elencata come “in pericolo” nella Lista Rossa dell’IUCN”.
Valerio Moschetti
22 luglio 2014 fonte:bordighera.net
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