giovedì 24 luglio 2014

BORDIGHERA: CON LA RIQUALIFICAZIONE DI MONTENERO IL PROGETTO ''SUL SENTIERO DEGLI ASINI DELLA PROVENZA''

Bordighera: con la riqualificazione di Montenero il progetto ''Sul sentiero degli asini della Provenza''
Alla riqualificazione del Montenero, di cui si è discusso lo scorso martedì 22 luglio a Palazzo Garnier, è correlato un interessante progetto proposto dall'Azienda Agricola Monaci Templari di Emanuela Rebaudengo e del marito Flavio Gorni.
Si tratta, per ora, di una bozza progettuale intitolata "Sul sentiero degli asini della Provenza".
Una bozza che racchiude già in sè molti dettagli che, una volta messi in pratica, potranno contribuire in modo costruttivo alla realizzazione di qualcosa di originale e bellissimo.
Protagonisti assoluti del progetto sono loro, gli asini: "L'asino è  nativo della Provenza nella zona sud-est della Francia e nell'estremo ponente ligure. Si tratta di un asinello robusto e rustico, che si caratterizza per il suo manto grigio su cui è ben visibile una banda chiamata Croce di Sant'Andrea", spiega Flavio Gorni.
La presenza del mansueto animale ha, nella nostra zona, origini antichissime: già nel XV secolo l'asino percorreva, insieme alle pecore, la Via del Sale, che collegava la Liguria con il basso Piemonte.
L'idea è nata da una passione. "Mio nonno", racconta Gorni, "Aveva percorso la Via del Sale insieme a Carlo Mauri (noto alpinista ed esploratore, n.d.r.). I due uomini erano accompagnati da asini e cavalli. Ad occuparsi dell'asino era proprio mio nonno. La grande passione per questi animali non mi ha mai abbandonato e per questo, pensando ad una rivitalizzazione del Montenero, mi è venuto in mente di utilizzare l'asino, essendo un animale la cui presenza in quel sito è attestata nei secoli".
"Abbiamo già provveduto ad acquistare gli asinelli che nasceranno". Spiega Flavio Gorni, che trattandosi di una razza protetta e tutelata, non è possibile acquistare asini adulti, mentre si possono comprare i piccoli che ancora devono vedere la luce: "Arriveranno in comodato quatto asini, due dei quali sono femmine già gravide".
Studiati quattro itinerari escursionistici. Insieme con Jamila Chilà e Diego Rossi, guide ambientali ed escursionistiche, sono stati studiati e inseriti nel progetto quattro percorsi, che differiscono, oltre che per il tragitto proposto, anche per la difficoltà. Tutti, comunque, accumunati dalla presenza dell'asino: "Si tratta di trekking escursionistico someggiato, nel quale le persone avranno la possibilità di fare escursioni in tranquillità, a passo d'uomo, godendo della natura e scoprendo flora, fauna e bellezza del luogo. Gli asini, inoltre, possono portare tranquillamente un terzo del loro peso: potranno essere affidati a loro zaini e sacche, e anche bimbi, qualora fossero stanchi di camminare".
Affiancata all'attività outdoor, l'importante pratica dell'onoterapia. L’onoterapia (dal greco onos, asino) rappresenta una nuova frontiera nell’ambito della pet therapy. E' una pratica equestre che utilizza l’asino come strumento terapeutico e si concretizza in un complesso di tecniche di educazione e rieducazione mirata ad ottenere il superamento di un danno sensoriale, motorio, cognitivo, affettivo e comportamentale.
"L'asino, particolarmente quello della Provenza, è un animale mansueto e dolcissimo, adatto anche a stare con i più piccoli, perchè non reagisce, non attacca l'uomo, ma interagisce con esso", afferma Gorni.
Per questi motivi, sono molte le persone che potrebbero trarre giovamento dall'onoterapia: cardiopatici ed ipertesi, bambini ed anziani, malati psichiatrici e tossicodipendenti, detenuti, sieropositivi, audiolesi e non vedenti, persone con problemi di ansia, stress, accettazione, disarmonia emotiva, con problemi della personalità e dello sviluppo.

Alice Spagnolo   fonte:bordighera.net 
24 luglio 2014



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